Storie di pescatori a Slow Fish 2011, Genova da venerdě 27 a lunedě 30 maggio 2011
Slow Fish è organizzato da
Regione Liguria, Slow Food e Mareterra di Liguria - Fondazione Carige con il patrocinio del
Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Provincia di Genova, Comune di Genova, e il sostegno della Camera di Commercio di Genova. Quest’anno, alla sua V edizione, si è arricchita di contenuti di grande qualità e rappresenta uno dei pochi e importanti momenti di riflessione sulle tematiche legate al mare. L’argomento centrale resta sempre il Mare Nostrum, il Mediterraneo.
Il mare è sempre più una risorsa in pericolo esattamente come lo è la terra. Ma sono sempre di meno gli uomini che lavorano per il mare, con il mare. Per tale ragione Slow Food 2011 ha voluto celebrare il duro e essenziale lavoro delle anime che lo popolano: i pescatori, raccontando la loro attività dalla piccola pesca artigianale a quella che cerca di essere al passo con la modernità.
Gli incontri con il
PescAutore – Granai della Memoria rappresentano uno spazio raccolto – non più di 30 persone – per una chiacchierata con i “vecchi” protagonisti del mondo della pesca e del mare. Tutto accompagnato da assaggi sfiziosi e buon vino.
Venerdì 27 maggio ore 20 si potrà ascoltare la storia di Frank Fleming e del suo amore per il mare cresciuto fin da quando, ancora bambino, il padre portava lui e il fratello maggiore a pesca, nel mare davanti a Schull, contea di Cork, Sud dell’Irlanda. Da quattro anni Frank ha dato il via a “Responsible Irish Fish”, iniziativa pensata per promuovere una pesca rispettosa dell’ambiente marino e nello stesso tempo sostenere l’economia locale. “Responsible Irish Fish” è anche una certificazione che garantisce trasparenza di filiera (tutto il pescato proviene da pescherecci irlandesi che catturano solo specie locali) e assicura il rispetto di quattordici criteri condivisi di sostenibilità che regolano tutte le pratiche di bordo.
Si possono ascoltare anche le storie dei protagonisti del fiume come quella di Giovanni Martinotti e Francesco Aralda, gli ultimi rappresentanti di una stirpe di pescatori alle porte di Casale Monferrato. Ma in realtà nel Po non pescano più da ormai trent’anni: “Finché è stato rispettato, il fiume è stato magnanimo: offriva cibo, legname trasportato dalla corrente e buoni guadagni. Oggi rappresenta una tra le più illustri vittime del progresso”. L’incontro con loro è previsto
sabato 28 maggio ore 17.
Domenica 29 maggio ore 17 voce alla storia di Georgios Zoidis e Stavros Kontos due pescatori rispettivamente di 64 e 16 anni. Vivono nella regione molto pescosa della Tracia, situata all’estremità nord orientale della Grecia. Stavros custodisce la conoscenza tradizionale degli anziani di Alessandropoli, cittadina sulla costa la cui identità è strettamente legata al mare. Georgios appartiene a una famiglia di pescatori da tre generazioni e ancora oggi segue gli insegnamenti paterni, pescando con piccole imbarcazioni e metodi tradizionali.
24 Maggio 2011