
I provvedimenti sono stati emessi dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale della città jonica e rappresentano lo sviluppo di un’inchiesta in materia di repressione delle frodi nel settore dei prodotti agro-alimentari e tutela del Made in Italy che ha già portato nello scorso mese di marzo al sequestro penale al porto di Taranto di ingenti quantitativi di olio di oliva per uso alimentare destinato all'esportazione.
Un giro di affari alla faccia dell’olio extra vergine d’oliva made in Italy.
Che il Sol Levante impazzi per l’oro verde italiano è cosa quanto mai nota. In Giappone il costo dell’olio è notevolmente alto e chi opera nell’export ottiene senza dubbi ingenti ricavi dato l’aumento della domanda. Per fortuna l’operazione della Guarda di Finanza tarantina ha bloccato il losco giro di affari.
Da quanto emerso dalle indagini, tra il 2009 ed il 2011, gli imprenditori baresi avrebbero commercializzato ed esportato in Giappone circa 330mila litri di olio extravergine di oliva confezionato in bottiglie da un litro ed in lattine da 5 litri, traendo in inganno l'acquirente giapponese sull'origine e qualità del prodotto dichiarato italiano.
L'olio è risultato infatti di origine e produzione tunisina.
Entrambi gli imprenditori rispondono di truffa, falso ideologico in atti pubblici e frode nell'esercizio del commercio, vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Al fine di ottenere indebitamente l'attestazione di provenienza italiana dell'olio dichiarato in esportazione, i due imprenditori avrebbero presentato false dichiarazioni circa la produzione dell'olio stesso da parte delle società da loro rappresentate. In tre anni è stato commercializzato olio del valore complessivo di 2 milioni di euro.
24 Novembre 2011
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