
"Questa giornata nazionale pugliese - ha detto Antonello Maietta, Presidente Nazionale AIS, nel corso del suo intervento - è stata importante perché abbiamo aggiunto un tassello che mi piace moltissimo, che è quello dell’olio, che vive una problematica ancora maggiore, perché intendersi di vino oggi è uno status symbol, ma nessuno si vanta di intendersi di olio; dobbiamo intervenire, non per far diventare l’olio un fenomeno di moda, ma perché è un settore che soffre ancora di più; recepisco questo input che viene qui dalla Puglia quindi il prossimo anno cambieremo nome, non sarà più la giornata della cultura del vino ma della cultura del vino e dell’olio. Infatti in ogni parte d’Italia vi è un area significativa in cui c’è una specificità dell’olio e di tutti i prodotti agricoli. Mi è piaciuto tanto aver associato anche i prodotti agricoli".
“Il vino è diventato il migliore ambasciatore di Puglia” ha dichiarato Dario Stefàno Assessore alle Risorse Agroalimentari Regione Puglia, "perché ha saputo innovarsi recuperando la grande valenza di una tradizione antica, quella enoica che appartiene alla Puglia; a questo oggi ci è stata una bella scelta di associarci l’olio come connubio fondamentale sul quale irrobustire una prospettiva che investe sempre più i giovani e che investe sempre di più il brand Puglia che è famoso in tutto il mondo per la sua specificità e tradizione e che ci rende orgogliosi.
L’AIS è un partner fondamentale della storia dell’enologia e dei suoi successi perché ci ha consentito di qualificare il nostro linguaggio, affinare le nostre competenze e soprattutto di raccontarci meglio con una lingua competente, una lingua di verità ma anche molto affascinante".
“La Cultura del vino volendo usare le parole del Giornalista Carlo Cambi è far capire che il vino è prima di tutto espressione dell’identità dei territori, prima che un prodotto per il mercato” afferma Rocco Caliandro, “con quest'iniziativa, oramai alla seconda edizione, abbiamo lanciando le basi perché le Istituzioni Regione, Provincia, Enti camerali, i soggetti privati fra cui in primis i produttori mettano la Cultura al centro del "Sistema Vino" e del "Sistema Olio", creino attenzione e curiosità verso questi prodotti alimentando la conoscenza della qualità organolettica e territoriale, incrementando la cultura".
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